PERCHE’ IL TMA E’ COSI’ UTILE?

L’Analisi di Minerali Tissutali, se ben interpretata, è un test molto utile per indagare numerose funzioni del corpo umano?

Ciò è possibile grazie alla valutazione di numerosi rapporti fra differenti minerali. Da un punto di vista funzionale, determinare i rapporti ideali fra i vari minerali è molto più importante del loro singolo valore assoluto. Le ghiandole endocrine influenzano totalmente il metabolismo dei minerali e, viceversa, i minerali influenzano la funzione endocrina. Conoscere i contenuti tissutali dei minerali (TMA) trovati nel capello può essere considerato un modello scientificamente accettabile per determinare numerose funzioni endocrine.

La funzione della ghiandola surrenale, ad esempio, è indagata molto bene attraverso il TMA (Tissue Mineral Analysis) che grazie al rapporto fra i minerali sodio e magnesio è in grado di stabilire il grado di attività della ghiandola. Questi due minerali sono marker elettivi, in quanto i loro livelli risentono immediatamente dell’attività dei vari ormoni surrenalici (aldosterone e glucocorticoidi).

Attraverso l’interpretazione dei valori del rapporto calcio/potassio, invece, si è in grado di monitorare la attività funzionale degli ormoni tiroidei.

Il rapporto sodio/potassio è un importante indicatore di stress. Questo rapporto varia a seconda della fase di reazione in cui si trova l’individuo. Più lo stress è acuto, maggiore sarà il valore del rapporto. Più lo stress è cronico e negativo per il corpo umano, più il rapporto e ridotto.

Grazie all’interpretazione del rapporto fra calcio e fosforo , inoltre, l’analisi consente facilmente di classificare metabolicamente chi ha eseguito il test (rimandiamo alle informazioni presenti nel sito per approfondimenti).

Il rapporto calcio/magnesio è indicativo per l’attività funzionale dell’insulina. Un effetto poco conosciuto dell’insulina, infatti, è quello di immagazzinare magnesio che, in caso di resistenza viene perso attraverso le urine. Le funzioni del magnesio sono numerose. Una di queste è quella di provocare il rilassamento muscolare. In caso di carenza, causata dalle perdite e dall’impossibilità di immagazzinarlo in riserva, la muscolatura liscia delle pareti vascolari rimane contratta causando l’aumento della pressione sanguigna riduzione della produzione di energia nei cui processi il magnesio è coinvolto. Il magnesio è anche fondamentale per la produzione e per l’attività dell’insulina stessa per cui, come un gatto che si morde la coda, più aumenta l’insulina, più si perde magnesio, più diventiamo resistenti all’ormone.

I minerali traccia intracellulari sono stati da tempo correlati alla sindrome premestruale (PMS). Già negli anni ottanta, gli studi effettuati da Watts avevano rivelato numerose correlazioni. Oggi numerosi nuovi studi confermano quei riscontri.

Calcio

Nelle donne con tipologia simpaticotonica il calcio può migliorare le disfunzioni serotoninergiche grazie alla sua influenza sul metabolismo delle monoamine. In uno studio effettuato su più di 700 donne, si è visto che una supplementazione con calcio otteneva sui sintomi premestruali un effetto identico a quello raggiunto in un altro studio somministrando la fluoxetina (Prozac) ben noto inibitore del reuptake della serotonina.

Magnesio

Una carenza di magnesio e un eccesso di aldosterone, può essere alla base di un tipo di PMS caratterizzata da ritenzione idrica, aumento ponderale, sudorazioni e meteorismo. Altri sintomi associati a PMS da carenza di magnesio sono cambiamenti d’umore, meteorismo addominale, tensione mammaria e nervosa.

Zinco

Lo zinco è un antagonista naturale del rame, minerale necessario per la produzione degli estrogeni. Quindi l’azione dello zinco è rivolta a ridurre i livelli degli estrogeni normalmente elevati rispetto al progesterone in caso di PMS.

Il TMA è un’ottima analisi per indagare una patologia come l’osteoporosi.

Calcio e Fosforo

I livelli plasmatici del calcio sono controllati dalla funzione renale e paratiroidea, dalla vitamina D e dai suoi metaboliti così come dalla disponibilita del calcio e del fosfato immagazzinati nell’osso. Ad ogni modo l’assunzione di calcio e la sua disponibilità dietetica non assicura il suo assorbimento e deposizione all’interno dell’osso. Un ipertiroidismo (rapporto calcio/potassio) e un aumento di attività surrenalica (rapporto sodio/magnesio) porta ad una diminuzione dell’assorbimento intestinale di calcio associata ad un aumento del riassorbimento di fosforo e ipercalciuria tali da produrre un bilancio calcico negativo. In questo caso la condizione può essere etichettata come osteoporosi di tipo 1 che necessita di supplementazione a base di calcio.

In caso di iperparatiroidismo primario (rapporto calcio/magnesio) e riduzione di attività tiroidea (rapporto calcio/potassio), a livello renale si verifica un aumento di ritenzione di calcio e diminuzione del riassorbimento di fosforo. Ciò da adito ad un’osteoporosi di tipo2 che non risponde ad una supplementazione a base di calcio.

Magnesio

Le connessioni fra calcio e fosforo esistono anche fra calcio e magnesio. Sebbene i due minerali abbiano attività sinergiche a livello metabolico, essi sono antagonisti fra loro a livello di assorbimento intestinale. Un’assunzione eccessiva di calcio può condurre ad una carenza di magnesio e viceversa. Una supplementazione di magnesio è dunque indicata in tutte e due i tipi di osteoporosi. Nel tipo 1 ci troviamo di fronte ad una franca carenza in concomitanza con quella di calcio. Nell’osteoporosi di tipo 2 invece, la carenza è relativa e la supplementazione può aiutare a diminuire il riassorbimento osseo del calcio indotto dall’attività paratiroidea.

Rame

Uno dei segni più precoci di carenza di rame comprende l’osteoporosi. In caso di sua carenza si riducono i legami di “cross-linking” del collagene, essenziali per la funzione del collagene presente nella matrice ossea.

Anche un certo numero di enzimi coinvolti nella sintesi del collagene richiedono come cofattore il rame.

Zinco

Lo zinco è necessario per la sintesi proteica e in caso di una sua carenza sono state scoperte varie anomalie del collagene. Fra zinco e rame esiste una relazione antagonistica.

Piombo

E’ risaputo che il metallo tossico piombo interferisce con la sintesi del collagene e agisce in modo antagonistico a livello dei recettori del calcio. Un’esposizione occupazionale o ambientale eccessiva può portare a una bilancia negativa del calcio, specialmente se l’assunzione di calcio è marginale.

Cadmio

Vari studi hanno dimostrato che il cadmio diminuisce il contenuto minerale dell’osso contribuendo allo sviluppo dell’osteoporosi. Osteomalacia e pseudofratture sono state riscontrate nei lavoratori afflitti da intossicazione da cadmio.

Gravidanza: da anni in medicina funzionale si monitorizzano le gravidanze attraverso il TMA (Tissue Mineral Analysis), analisi in grado di valutare il quadro vitaminico-minerale completo della madre e consentendo di supplementarla in modo personalizzato solo con i nutrienti di cui necessita in modo da sostenere la funzione endocrina durante questa fase così delicata della vita. Nessuna donna è uguale per cui ognuna necessita di una supplementazione vitaminico-minerale personalizzata utilissima per soddisfare le necessità del feto. Si può affermare eufemisticamente che la fissazione medica di supplementare la donna gravida solo con calcio e ferro è ormai superata al punto da considerarla dannosa. L’80% delle donne in gravidanza NON necessita di calcio. Il calcio è uno dei principali antagonisti della ghiandola tiroide che, come abbiamo già visto, è molto importante per la produzione di progesterone che, come dice il nome, è fondamentale per il buon esito della gravidanza stessa. In questo periodo, inoltre, è stato dimostrato che la donna produce nove volte più ferro rispetto al normale.