SISTEMA ENDOCRINO-NEURO-MUSCULO-SCHELETRICO-BIOCHIMICO

Di David Watts

INTRODUZIONE

Hughes descrive la scoliosi come un segno fisico piuttosto che una diagnosi.(1) Questa descrizione può  anche applicarsi ad altre condizioni che interessano il sistema muscolo-scheletrico, quali l’artrite (osteo e reumatoide) ed l’osteoporosi poiché le loro eziologie in molti casi sono idiopatiche. Tuttavia, si sa che molti fattori possono contribuire alla loro progressione.IL 5ISTEMA NEURO-MUSCULO-SCHELETRICO

Il sistema neuro-musculo-scheletrico di solito si considera come un’unità integrata. Poiché i sistemi biochimico (nutrizionale) ed endocrino sono anch’essi considerati tali, questa triade può essere espansa in modo da includere il sistema Endocrino-Neuro-Musculo-Scheletrico-Biochimico (ENMSB). Questo complicato sistema è tutto correlato e ogni  componente  specifico ha un effetto sugli altri.
Ad esempio il sistema neurologico (simpatico e  parasimpatico) può influenzare sia il sistema muscolo-scheletrico sia quello endocrino così come quello nutrizionale. Il sistema endocrino interessa i sistemi muscolo-scheletrico, neurologico e biochimico. A sua volta il sistema biochimico può influenzare i sistemi endocrino e  neuro-muscolo-scheletrico. Il sistema scheletrico può influenzare  la funzione neuro-muscolare. Ogni sistema interagisce direttamente  o indirettamente con gli altri. Il sistema scheletrico  principalmente  piuttosto che influenzare subisce gli altri sistemi, tranne in situazioni patologiche come fratture, infezioni, neoplasie e ovviamente traumi, che interessano i sistemi neurologico e muscolare. Le malattie che influenzano l’ematopoiesi possono anche provocare effetti sugli altri sistemi.BIOCHIMICO – NUTRIZIONALE
Gli squilibri nutrizionali (eccessi e carenze) e l’aumento dei carichi corporei da metalli tossici influenzano  prontamente il sistema endocrino-neuro-muscolo-scheletrico. I minerali traccia sono coinvolti o sono componenti degli enzimi. Esistono molte interazioni fra il sistema endocrino e i minerali tissutali.(2) Si sa che le vitamine aumentano l’espressione dell’endocrino come ad esempio la vitamina D e le ghiandole paratiroidi. La nutrizione influenza il sistema endocrino; quindi, il sistema endocrino può influenzare la situazione nutrizionale.

CALCIO, MAGNESIO E FOSFORO
E’ ben nota l’importanza del rapporto fra calcio e fosforo per la mineralizzazione ossea e quindi non sarà discusso dettagliatamente qui.
Lowe ha studiato  il rapporto fra le carenze minerali e le sublussazioni vertebrali.(3) Sarebbe corretto dichiarare che, più che una carenza assoluta, uno squilibrio del rapporto fra calcio e magnesio contribuisce alle sublussazioni. Il calcio è richiesto in quantità sufficiente per la contrazione muscolare e il magnesio per il rilassamento muscolare.
Un aumento relativo della concentrazione del calcio rispetto al magnesio provoca ipertonicità mentre un aumento del magnesio conduce ad ipotonicità della muscolatura.  Questi cambiamenti nella concentrazione minerale tessutale possono condurre ad anomalie funzionali muscolari pur non essendoci una carenza assoluta. Una carenza relativa di magnesio permette che il calcio si accumuli nei tessuti molli, specialmente nelle strutture periarticolari. La mancanza del magnesio contribuisce come fattore principale a rigidità e osteoartrite.Il calcio ed il fosforo in gran parte sono contenuti nella parte midollare dell’osso mentre il magnesio si trova in gran parte  nella parte corticale. Uno squilibrio fra questi tre elementi può condurre a disfunzioni muscolo-scheletriche e ad un aumento della fragilità ossea.La carenza di magnesio  è associata a debolezza corticale dell’osso mentre uno squilibrio del calcio e/o fosforo è associato a debolezza  midollare dell’osso. I cambiamenti ossei connessi con uno l’altro squilibrio sono rilevabili radiograficamente.


VITAMINA C E VITAMINA D

Le richieste di vitamina C e D per il normale metabolismo muscolare  e osseo sono ben note.(4)(5) Tuttavia, bisogna fare attenzione anche ad una loro assunzione eccessiva. La maggior parte della gente è a conoscenza dell’effetto simil-rachitico della carenza di vitamina D. L’assunzione eccessiva di vitamina D,  però, può produrre alterazioni analoghe poiché  contribuisce  ad una carenza relativa di magnesio  e quindi all’assottigliamento corticale dell’osso. Ciò è dovuto all’azione della vitamina D che fa aumentare l’assorbimento e la ritenzione di calcio. La vitamina D in eccesso può contribuire anche all’accumulo del calcio nei tessuti molli, alla contrazione muscolare ed alla predisposizione alle sublussazioni ricorrenti.Il collagene, un costituente della matrice ossea e della fibrocartilagine, per la sua sintesi richiede varie sostanze nutrizionali. La formazione del collagene è notevolmente alterata in presenza di una carenza di vitamina C. Il rame è richiesto per il “cross-linking” del collagene, che  gli dà la resistenza e l’integrità. Poiché la vitamina C antagonizza il rame, una sua assunzione eccessiva  negli individui con uno stato marginale o carente di rame potrebbe  alterare l’integrità normale del collagene, provocando instabilità articolare.

RAME E ZINCO
Un eccesso o una carenza di rame può contribuire a disturbi ortopedici. Uno dei segni precoci di una carenza di rame è l’osteoporosi. Il latirismo, che produce apparentemente una carenza di rame, si sa che provoca scoliosi, spondilosi e cifoscoliosi.(6) Un aumento nelle concentrazioni del rame tessutale evidenziate con l’analisi dei minerali tessutali (TMA) coi capelli inoltre è stato associato alla scoliosi.(7)(8) idiomatica. Il minerale zinco è antagonista del rame ed è richiesto per la sintesi proteica. Lo squilibrio fra rame e zinco può condurre a disordini scheletrici. Un eccesso relativo di zinco rispetto al rame riduce il cross-linking del collagene con conseguente lassità legamentosa e instabi1ità articolare. Il rame in eccesso riduce  l’effetto dello zinco sulla sintesi proteica, con conseguente carenza di proteine normali. SUBLUSSAZIONI CHIMICHE

Marshall e altri, hanno riportato delle osservazioni fra ortopedici scoprendo che, dopo un trauma spinale con prolasso del disco intervertebrale (IVD) , il dolore acuto non è associato a pressione sul nervo vertebrale. Ciò è un riscontro frequente degli interventi chirurgici.(9) Gli autori hanno convenuto che l’irritazione della radice nervosa deriva dall’irritante chimico istamina  piuttosto che da un sublussazione ossea.  L’esame istologico ha rivelato che estratti glicoproteici del nucleo polposo contengono quantità significative di istamina e di altre proteine che hanno effetto istaminosimile. Questa posizione è sostenuta  dal fatto che il cortisone allevia  prontamente il dolore dovuto al suo effetto inibitorio della sensibilità periferica tessutale all’istamina ed alle sostanze istaminosimili. Leffmann ha segnalato risultati eccellenti nel trattamento della sindrome del tunnel carpale con l’uso di ionoforesi al polso con ialuronidasi. L’autore ha trovato che nella maggior parte dei casi di sindrome del tunnel carpale la chirurgia è evitabile e che il problema è dovuto ad una compressione del nervo da edema.(10). Localmente l’istamina è liberata facilmente e, prontamente produce infiammazione. Sembrerebbe probabile  che persino i microtraumi potrebbero provocare irritazione del nervo e dolore in qualsiasi articolazione. I livelli di istamina sono spesso elevati nel liquido sinoviale dei pazienti che soffrono da artrite reumatoide.(11)Un certo numero di fattori nutrizionali sono conosciuti per ridurre l’eccesso di istamina e per controllare il dolore. Ciò è stato specialmente notato con il rame che è stato segnalato per ridurre i dolori articolari dei pazienti che soffrono di artrite reumatoide.(12)EFFETTI DELL’ENDOCRINO SUL SISTEMA NEURO-MUSCULO-SCHELETRICO-BIOCHIMICO. Disfunzioni patologiche dell’endocrino che affliggono le strutture scheletriche compresa la colonna, sono state descritte da Pharach. Ramsey ha dichiarato nel 1973 che bisogna fare più attenzione sull’associazione fra anomalie dei muscoli scheletrici e la funzione anomala dell’endocrino, particolarmente della tiroide.(14)Disfunzioni endocrine patologiche e disordini muscolo-scheletrici quali Miastenia Grave, morbo  di Cushing, ecc.,  sono stati descritti estesamente. Tuttavia, anche disfunzioni moderate o subcliniche dell’endocrino possono interessare il sistema neuro-musculo-scheletrico-biochimico. Il sistema endocrino è complesso e correlato  molto strettamente.  Esso può essere suddiviso nei gruppi simpatico e parasimpatico a seconda dell’innervazione delle singole ghiandole.

Gruppo endocrino Simpatico Gruppo endocrino Parasimpatico
Tiroide Pancreas
Corteccia surrene (Glucocor) Paratiroide
Midollare surrene Corteccia surrene (Anaboliz)
Ipofisi anteriore Ipofisi posteriore

Il gruppo endocrino simpatico è considerato come gruppo stimolante, catabolico, o accelerante. Quello parasimpatico come sedativo o anabolico. Questi gruppi dell’endocrino corrispondono alle branche simpatiche e parasimpatiche  del sistema nervoso autonomo. Normalmente c’è  sempre uno squilibrio fra i due gruppi. Il corpo è in una costante condizione di fluttuazione fra i processi anabolici e quelli catabolici. Tuttavia,in alcuni individui, sia l’uno che l’altro possono diventare dominanti, conducendo a una disfunzione nel sistema di ENMSB. DOMINANZA PARASIMPATICA E SINDROME DA FLESSIONE-CONTRAZIONE

L’aumento dell’attività parasimpatica provoca un’insufficienza funzionale della tiroide e della surrenale così come un aumento di quella del pancreas e delle ghiandole paratiroidi. Durante l’insufficienza tiroidea e surrenalica, diminuisce l’attività del simpatico (endocrina e neurologica). Ciò può contribuire a disfunzioni della muscolatura, linfatico e tessuto connettivo.(15) Il sistema linfatico sviluppa un’iperplasia generalìzzata. C’è un aumento di volume del timo e  un aumento di linfociti circolanti. E’ stata notata negli animali un’anemia  da depressione del midollo rosso osseo. La sindrome da contrazione-flessione, una notevole condizione strutturale da insufficienza surrenale a volte citata come ” The Stiff Man Syndrome,” è trovata comunemente nelle persone affette da Morbo di Addison. E’ inoltre presente ipopituitarismo e ipotiroidismo.La patologia è caratterizzata da irrigidimento della cintura pelvica e dei muscoli della coscia con contratture in flessione.(16) Questo provoca una posizione in flessione quando il paziente sta in piedi. Ciò è attribuito alla riduzione dei tendini e della fascia dei muscoli scheletrici. I pazienti con questa patologia hanno contratture agli adduttori e ai tendini del ginocchio, che sono dolenti alla palpazione. La patologia risponde prontamente al trattamento ormonale con cortisolo e a base di tiroide. L’insufficienza surrenale  è comune negli anziani e ciò probabilmente spiega la posizione flessa di molti  individui anziani.

Osteoporosi

L’adrenopausa è anche associata all’osteoporosi, conosciuta più comunemente come osteoporosi senile. L’adrenopausa inoltre è collegata con l’osteoporosi postmenopausa nelle donne. Le ghiandole surrenali diventano insufficienti e non riescono a produrre gli estrogeni dopo il termine della loro produzione a livello ovarico. Un aumento dell’attività del sistema neuroendocrino simpatico influenza i sistemi muscolo-scheletrico-biochimico. L’attività aumentata  del gruppo  neuroendocrino catabolico conduce ad un catabolismo proteico, perdite di minerali e vitamine e irritabilità neuro-muscolare. Un aumento dell’attività della tiroide  e delle surrenali nell’individuo con dominante il sistema simpatico comporta una riduzione di attività paratiroidea e pancreatica. Si verifica inoltre un aumento nella ritenzione  dei minerali sodio e potassio e perdita di calcio e magnesio. I corticosteroidi surrenalici interferiscono con il metabolismo della vitamina D e promuovono la perdita di calcio, che ulteriormente contribuisce a sviluppare irritabilità neuro-muscolare. L’aumentata stimolazione surrenalica contribuisce inoltre alle perdite di rame dal corpo.

L’USO DELL’ANALISI DEI MINERALI TESSUTALI (TMA) NELLA VALUTAZIONE DEL SISTEMA ENMSBL’organismo tende a mantenere stabili i livelli  minerali ematici in un equilibrio omeostatico a scapito delle concentrazioni nei tessuti. Spesso un disturbo nella mineralizzazione ossea che conduce all’osteoporosi può  diventare importante senza cambiamenti degni di nota dei livelli ematici di calcio, fosforo, o magnesio. Il TMA può  trasformarsi in un test elettivo per rilevare disfunzioni precoci nell’equilibrio  minerale (ritenzione ed escrezione).Una considerevole evidenza sostiene il fatto che le concentrazioni minerali tessutali trovate nei capelli riflettono l’assunzione nutrizionale e che l’analisi dei minerali è applicabile per valutare i depositi corporei dei minerali. Il TMA può essere un’aggiunta utile nella valutazione dei requisiti nutrizionali dei pazienti con squilibrio del sistema ENMSB.CONCLUSI0NI Quanto detto è stata una breve descrizione del sistema ENMSB per dare risalto alle sue numerose  correlazioni e riconoscere che ogni sistema specifico influenza o è influenzato dagli altri, singolarmente  o in associazione. La consapevolezza aumentata di queste interazioni è di aiuto nel fornire appropriate misure terapeutiche nutrizionali per i pazienti affetti da disturbi del sistema ENMSB e può, quindi, aiutare ad aumentare le risposte del paziente.