LA CLASSIFICAZIONE METABOLICA

Ogni individuo è differente, come le impronte digitali, e come tale va curato. Questo è il motivo della grande confusione data dalle innumerevoli informazioni, in buona fede e non, spesso contraddittorie fra loro. Eppure il concetto fondamentale era stato coniato già al tempo degli antichi romani quando Lucrezio affermava che “ciò che è cibo per me, può essere veleno per te”, dimostrandosi il primo antesignano dell’idea di individualità biochimica sviluppata poi negli anni cinquanta dal premio Nobel Roger Williams. Quindi nessuno sa cosa sia giusto o sbagliato. La risposta non è quella descritta nel tal libro, né quella data dall’amico informato, né quella imposta dagli esperti. La risposta è individuare il più possibile cosa sia giusto e salutare per ogni singola persona in qualità di individuo UNICO.

Da quanto detto si può affermare che:

  • Non esiste un’unica dieta ideale per l’uomo
  • L’unica diete salutare, è quella che incontra le richieste dettate dalla genetica del singolo individuo.
  • Non esistono cibi positivi e cibi negativi a meno che non siano in sintonia con le caratteristiche metaboliche.

Fortunatamente, la ricerca nutrizionale degli ultimi trent’anni è riuscita a mettere a punto tutta una serie di metodiche in grado di individuare le singole caratteristiche metaboliche e biochimiche di una persona permettendone una “classificazione” ben precisa.

Con la classificazione metabolica finisce l’era dell’empirismo che, tutt’oggi permane nelle scelte dietologiche tradizionali, basate solo su calorie e macrocomponenti, che non l’hanno ancora presa in considerazione. L’uomo non è una macchina meccanica e questo dimostra l’inadeguatezza dell’applicare al corpo umano le leggi della termodinamica.

La rivoluzione nei confronti di questi concetti, è cominciata quando il dottor Weston Price capì le correlazioni neuro endocrine presenti nel corpo umano. Il nostro Sistema Nervoso Autonomo (SNA), ovvero la “centralina elettronica” del motore umano, è diviso in due branche principali denominate Simpatica e Parasimpatica. Grazie al continuo interagire delle due, esattamente come il movimento prodotto da un’altalena, si generano tutte le funzioni del corpo.

La branca Simpatica è deputata a stimolare numerosissime funzioni. La Parasimpatica tende a sedarle.

PARASIMPATICO

  • Contrazione della pupilla
  • Accomodazione per la visione vicina
  • Secrezione di abbondante saliva
  • Diminuzione delle pulsazioni cardiache
  • Costrizione dei vasi coronarici
  • Contrazione della muscolatura liscia bronchiale
  • Aumentata motilità dello stomaco
  • Sfinteri inibiti
  • Motilità intestinale aumentata
  • Secrezione pancreatica stimolata
  • Immagazzinamento di glucosio nel fegato
  • Midollare surrenale non innervata
  • Stimola la parete urinaria, inibisce lo sfintere
  • Quasi nessun effetto a livello uterino

SIMPATICO

  • Dilatazione della pupilla
  • Accomodazione per la visione lontana
  • Secrezione di scarsa saliva e muco
  • Aumento delle pulsazioni cardiache
  • Dilatazione dei vasi coronarici
  • Rilasciamento della muscolatura liscia bronchiale
  • Ridotta motilità dello stomaco
  • Sfinteri stimolati
  • Motilità intestinale rallentata
  • Secrezione pancreatica diminuita
  • Rilascio di glucosio dal fegato
  • Stimola la secrezione di adrenalina
  • Inibisce la parete urinaria, stimola lo sfintere
  • Inibisce la motilità dell’organo non gravido, stimola la motilità di quello gravido

A prescindere dalle azioni dirette nei vari distretti corporei, la cosa più importante per poter arrivare al concetto di classificazione, è la neuro-regolazione delle ghiandole endocrine. Nel nostro corpo esistono ghiandole endocrine con un’innervazione prevalentemente effettuata dalla branca Simpatica e altre con prevalente innervazione Parasimpatica. Questo fenomeno è fondamentale in quanto possiamo suddividere le ghiandole endocrine in due gruppi principali: le cataboliche (innervate dal sistema Simpatico) e le anaboliche (innervate dal Parasimpatico).

GHIANDOLE del GRUPPO CATABOLICO (SIMPATICO)

  • IPOTALAMO (porzione mediale)
  • IPOFISI ANTERIORE
  • CORTECCIA SURRENALE (catabolica)
  • MIDOLLARE SURRENALE
  • TIROIDE
  • OVAIO (progesterone)

GHIANDOLE del GRUPPO ANABOLICO (PARASIMPATICO)

  • POTALAMO (porzione laterale)
  • POFISI POSTERIORE
  • CORTECCIA SURRENALE (anabolica)
  • PANCREAS ENDOCRINO
  • PARATIROIDE
  • OVAIO (estrogeni)

Da quanto detto, è evidente che le ghiandole endocrine appartenenti allo stesso gruppo presentano delle relazioni sinergiche mentre quelle appartenenti al gruppo opposto presentano relazioni antagoniste fra loro .

Gli ormoni, che sono fra le sostanze più importanti e attive funzionalmente del corpo umano, influenzano notevolmente l’utilizzo da parte dell’organismo di tutti i nutrienti vitaminico-minerali. Particolarmente i livelli dei minerali presenti nei nostri tessuti, sono regolati dagli ormoni che, a loro volta, risentono dell’influenza del livello degli stessi minerali. Nel nostro corpo, dunque, esistono delle interazioni reciproche fra ormoni e minerali tissutali. Questa scoperta è la seconda grande rivoluzione nel campo della nutrizione moderna. Ora, grazie agli studi del dott. David Watts, sappiamo che, quando un gruppo ghiandolare è dominante sull’altro, l’aumentata produzione degli ormoni di quelle ghiandole influenza la ritenzione o l’eliminazione dei nutrienti. In caso di dominanza del gruppo ghiandolare anabolico, l’effetto degli ormoni provoca un aumento della ritenzione tissutale sia di calcio che di magnesio con, al contrario, una perdita eccessiva di fosforo, sodio e potassio. A questo punto il passo è breve per considerare calcio e magnesio minerali che caratterizzano la tipologia Parasimpatica.

La cosa più sorprendente che conferma l’ipotesi dei legami fra ormoni e ghiandole endocrine, è che l’azione degli ormoni del gruppo ghiandolare opposto, quando dominante, produce esattamente l’effetto inverso sui minerali: ritenzione di fosforo, sodio e potassio e perdita di calcio e magnesio al punto da poter affermare che fosforo, sodio e potassio possono essere considerati minerali che caratterizzano la tipologia Simpatica.

A questo punto, grazie alle interazioni sinergiche ed antagoniste che vitamine e minerali hanno fra loro, si possono classificare tutti i nutrienti in stimolanti (simpaticotonici) e sedativi (parasimpaticotonici). Non so se vi siete resi conto che tutti gli alimenti, in base alla loro composizione in vitamine e minerali, possono anch’essi essere classificati in stimolanti e sedativi.

NUTRIENTI STIMOLANTI

  • VITAMINA A
  • VITAMINA B1
  • VITAMINA B3
  • V ITAMINA B5
  • VITAMINA B6
  • VITAMINA B10
  • VITAMINA E
  • VITAMINA C
  • FOSFORO
  • SODIO
  • POTASSIO

  • FERRO
  • MANGANESE
  • SELENIO

NUTRIENTI SEDATIVI

  • VITAMINA B2
  • VITAMINA B12
  • VITAMINA D
  • CALCIO
  • MAGNESIO
  • ZINCO
  • RAME
  • CROMO

Da: Trace Elements and other essential nutrients- di David Watts

Questo è un fatto importantissimo perché consente di calibrare la dieta in base alle caratteristiche metaboliche dell’individuo in esame. Basta definire a quale gruppo metabolico appartenga. Il modo più sicuro per ottenere è quello di sottoporsi all’analisi TMA (Tissue Mineral Analysis) che, attraverso un grammo di capelli valutati da uno spettrofotometro, consente di dosare il contenuto tissutale dei minerali presenti nel corpo umano. Ora. grazie all’interpretazione del rapporto fra calcio e fosforo, l’analisi consente in un secondo di classificare metabolicamente chi ha eseguito il test.

Nutrizione biomolecolare – Diete – La dieta per parasimpaticotonico

Nutrizione biomolecolare – Diete – La dieta per simpaticotonico