Nutrizione biomolecolare – Diete – La dieta simpaticotonico

Il cibo influenza enormemente la nostra vita in quanto da lui dipende la produzione di energia che ci permette di essere attivi e produttivi; sappiamo con certezza che la sfera emozionale e psichica reagisce in numerosissimi modi alle sostanze contenute nelle varie qualità di alimenti; lo stato di salute o la tendenza alle malattie sono assolutamente dipendenti dal cibo, come vedremo più avanti, specialmente quando un individuo presenta delle predisposizioni genetiche e la stessa cosa vale per l’eccesso di peso e l’obesità.

Perciò, non sapere come un alimento influisca sulla propria fisiologia, se positivamente o negativamente, è una grave lacuna, sia per il singolo individuo che per il medico curante che ormai non può più limitarsi alle obsolete leggi della termodinamica e alle quattro informazioni spesso errate della dietologia tradizionale. Le calorie, suo cavallo di battaglia, sono la cosa meno importante da definire.

Ben più importante è conoscere le caratteristiche biochimiche di un alimento e sapere matematicamente se le stesse siano di giovamento o dannose per la persona in esame.
Con questo tipo di nutrizione, la dieta, insieme ad una giusta supplementazione nutrizionale, diventa un fattore molto importante per prevenire e curare qualsiasi problema umano. Il cibo deve essere facilmente convertito in energia senza essere immagazzinato sotto forma di grasso.
Con questa frase cominciamo a capire che anche l’aumento di peso non è la conseguenza di stravizi calorici (sono molto rari questi casi) bensì di errori alimentari involontari in quanto non a conoscenza delle proprie caratteristiche di predisposizione genetica e di tipologia metabolica. Le persone obese non sono dunque da irridere né da considerare scarse di carattere e incapaci di resistere alle leccornie: sono individui che presentano grosse disfunzioni organiche che influenzano negativamente la loro qualità di vita, che devono essere corrette SOLO attraverso un’analisi oculata delle loro richieste fisiologiche alimentari e nutrizionali.

Dopo quanto detto in relazione alla tipologia metabolica, possiamo dire di essere in grado di conoscere le reali necessità alimentari di una persona senza tirare a indovinare empiricamente ma come frutto delle nuove conoscenze date dalla biochimica clinica, dalla medicina funzionale, dalla fisiologia applicata, dalla genomica e da molte altre nuove branche della medicina in continua evoluzione che sempre più tendono a curare il singolo individuo e non più a etichettare persone col nome di una malattia da trattare poi con un protocollo uguale per tutti.

INDICAZIONI NUTRIZIONALI per il SIMPATICOTONICO

Le caratteristiche di questa tipologia metabolica, fanno si che questo individuo abbia comportamenti ben precisi.

La dominanza del sistema Simpatico è quasi sempre accompagnata da un incremento di funzione sia di ghiandole surrenali che di tiroide.

Ciò comporta una produzione energetica persino esagerata ma anche un suo grosso sperpero al punto da avere, ogni tanto, le così dette “crisi energetiche”. E’ quindi più facile riscontrare degli alti e bassi energetici e anche del livello glicemico con conseguenti sintomi assimilabili a quelli dell’ipoglicemia.

Per questo motivo, il Simpaticotonico tende ad avere spesso fame al punto da sentire la necessità di tanti piccoli pasti durante la giornata con un’attrazione maggiore per alimenti pesanti e lipidici che tendono a controbilanciare l’eccessiva velocità metabolica. Questo, per lui, è l’unico modo di mantenere entro limiti accettabili la produzione di energia per poter vivere ed agire.

I Simpaticotonici presentano un carattere aggressivo (Type A behaviour), motivato, dedito esageratamente al lavoro per raggiungere sempre maggiori obbiettivi. Sono tonici, interessanti ma litigiosi. Avendo però un metabolismo già stimolato, l’uso esagerato di carboidrati lo peggiora ancor di più con ben note conseguenze sulla salute. A causa dell’eccessiva degradazione delle proteine, è necessaria una dieta che le reintegri, povera in carboidrati, sostanze troppo stimolanti (specialmente i cereali) e ricca in grassi, ovviamente polinsaturi, in grado di rallentare il processo ossidativi. Il Simpaticotonico dovrebbe ottenere il 40% delle sue calorie dai carboidrati (verdura e frutta), il 30% da proteine e il 30% dai grassi.

• INCREMENTARE l’APPORTO di PROTEINE PURINICHE

Come appena descritto, il 30% delle calorie dovrebbe derivare da fonti proteiche ricche in purine, sostanze che, tendendo ad ossidarsi lentamente rallentano il metabolismo. Le fonti alimentari principali sono:

- Fegato
- Rognone
- Cuore
- Sardine
- Tonno
- Molluschi
- Granchi
- Aragosta
- Ostriche

• INCREMENTARE l’USO di LATTE e LATTICINI

Sebbene i latticini contengano proteine scarse in purine, sono molto importanti per questo tipo metabolico principalmente per due motivi: 1- sono alimenti molto ricchi in calcio che, come sappiamo, tende a essere eliminato in eccesso; 2- sono ricchi in sostanze lipidiche necessarie a rallentare il metabolismo accelerato. Quindi, privilegiando formaggi magri (i grassi contenuti sono migliori) e yogurt, è consigliabile assumere dieteticamente questi cibi.

• INCREMENTARE l’ASSUNZIONE di GRASSI e OLI

I grassi e gli oli devono essere abbondanti nella dieta del Simpaticotonico. Devono ottenere il 30% delle calorie. Un valido apporto in grassi ricchi in omega 3 o olio d’oliva extravergine, è ideale così come un incremento dell’utilizzo di noci e semi.

• RIDURRE l’ASSUNZIONE di CARBOIDRATI

Gli unici carboidrati ideali per il Simpaticotonico, sono la verdura e la frutta specie se poveri in amidi che facilmente sono convertiti in zuccheri. Questa tipologia risente più negativamente (anatema!!) dei cereali integrali che, non solo appartengono alla famiglia dei carboidrati ma, a causa del ricco contenuto in fibra, sono molto ricchi anche in fitati.
Queste sostanze contribuiscono ancor più a provocare perdita di minerali come calcio, magnesio e zinco già carenti a causa della dominanza del pool ghiandolare catabolico. I carboidrati dovrebbero apportare massimo il 40% delle calorie dietetiche.

• ELIMINARE ALCOL, CAFFEINA e ZUCCHERO

L’alcol stimola esageratamente la risposta insulinica, con conseguenti squilibri del metabolismo glucidico, incrementa la deposizione di massa grassa e lo sviluppo di malattie cronico degenerative e a causa del suo elevato contenuto in acetati attiva marcatamente la velocità di ossidazione dei cibi peggiorando alquanto la dominanza Simpatica.

Anche la caffeina è un potente stimolante sia dell’ossidazione cellulare che della produzione insulinica e quindi altamente sconsigliabile.

Lo zucchero è un ammasso di “calorie vuote” e non apporta nutrienti al corpo umano. Nel caso del Simpaticotonico utilizzare zucchero è come inserire il turbo nel motore che, troppo sovralimentato, rischia di “grippare” e facilmente sviluppare malattie acute come infarto, ictus, infiammazione. Lo zucchero è aggiunto alla stragrande maggioranza degli alimenti industriali, quindi bisogna fare molta attenzione alle etichette per individuare la presenza di zucchero “nascosto”.

• EVITARI CIBI RICCHI in SODIO

Come già abbiamo visto, questo tipo metabolico, tende a perdere calcio e magnesio dai tessuti ritenendo maggiormente sodio e potassio. In particolare il sodio, quando in eccesso, non è mai ideale per la salute umana. E’ dunque consigliabile ridurne l’apporto alimentare cercando di astenersi dai cibi più ricchi come:

- Sale da cucina
- Sottaceti
- Insaccati stagionati
- Prosciutto di cinghiale
- Cibi in scatola
- Salse per snack
- Salsiccia
- Patatine
- Burro salato
- Pane
- Mortadella
- Carni salmistrate