Il collegamento tra Alzheimer e intestino è confermato

• I batteri nell’intestino possono influenzare il funzionamento del cervello e possono persino promuovere la neurodegenerazione

• In uno studio su 89 persone, livelli ematici elevati di lipopolisaccaridi (LPS) e acetato e valerato di acidi grassi a catena corta (SCFA) sono stati associati a grandi depositi di amiloide nel cervello

• LPS e SCFA sono marcatori di infiammazione e proteine prodotte dai batteri intestinali

• Alti livelli di butirrato – un SCFA prodotto quando i batteri intestinali fermentano la fibra – erano associati a una minore quantità di amiloide

• Lo studio rappresenta una continuazione della precedente ricerca del team, che ha scoperto che il microbiota intestinale nelle persone con malattia di Alzheimer è diverso da quelli senza la condizione; in quelli con Alzheimer, la diversità microbica è ridotta, con alcuni batteri sovrarappresentati e altri microbi diminuiti

• L’ottimizzazione della flora intestinale è una strategia chiave per prevenire l’Alzheimer e una miriade di altre malattie croniche