Proloterapia

Cose’è la proloterapia

Il nome Proloterapia deriva da prolo che significa proliferazione e da terapia ovvero la cura che provoca la proliferazione di nuovi legamenti nelle zone dove questi sono diventati deboli. E’ un metodo naturale non chirurgico sviluppato da medici americani tanti anni fa che, grazie all’utilizzo di un cocktail di sostanze di origine naturale attiva la reazione dell’organismo aiutandolo a risanare tendini, legamenti e cartilagini traumatizzati. In questo modo, la capsula articolare si rinforza, stabilizza l’articolazione alleviando così il dolore.

Proloterapia
Grazie a lavori basati su biopsie, sappiamo che la proloterapia incrementa il volume dei tendini e legamenti fino al 40%. La forza censiva aumenta anche del 200%.
Non producendo alcun tipo di tessuto cicatriziale il tessuto trattato ritorna sano e funzionale. I nervi presenti in abbondanza in questi tessuti non vengono più ulteriormente irritati o stirati e, per questo, il dolore passa.

Il dott. Hemwall, padre indiscusso di questo metodo terapeutico, ha trattato da solo più di 10.000 pazienti somministrando più di 4 milioni di iniezioni senza mai lamentare una complicazione.

Che sostanze vengono usate?

La proloterapia utilizza una soluzione di destrosio, che viene iniettata proprio nel punto di attacco dei legamenti o del tendine all’osso. Ciò provoca un’infiammazione localizzata che incrementa l’apporto ematico in zona stimolando l’autoriparazione del tessuto.
Questa guarigione è aiutata notevolmente dagli altri fito-componenti del cocktail terapeutico. La soluzione tipica contiene anche un piccolo quantitativo di anestetico locale, usato per ridurre il disturbo provocato dalle iniezioni.

Tutti possono sottoporsi a questo trattamento?

Chiunque può sottoporsi alla proloterapia. Anche le persone più anziane ne possono beneficiare.

A quanti trattamenti devo sottopormi e con quale scadenza?

Ogni persona risponde in modo differente alla proloterapia. La media dei trattamenti necessari per risolvere un problema va da 1 a 6. Alcune persone necessitano solo di una seduta mentre altri possono aver bisogno anche di 10-20 applicazioni. Il numero varia a seconda dell’età, della gravità del trauma/malattia e dello stato generale di salute del paziente.
Le persone guariscono più velocemente quando la salute generale è buona. L’intervallo normale fra una seduta e la successiva va dalle 4 alle 6 settimane: anch’esso può variare a seconda della problematica da trattare.

La proloterapia fa male?

Una puntura è una puntura ma se paragoniamo il dolore prodotto a quello cronico che il malato deve sopportare tutti i giorni o alle alternative quasi sempre di tipo chirurgico, esso è un dolore sopportabile e di breve durata.

Come mi sentirò dopo la proloterapia?

Immediatamente dopo, si può avere sia la sensazione di maggior tono e forza nelle zone trattate sia un senso di dolenza muscolare per alcune settimane. In seguito c’è un periodo di circa due settimane in cui potrebbe ricomparire il dolore originale in quanto permane il processo infiammatorio ma il legamento non è ancora completamente risanato.
Dopo la quinta settimana di solito si completa il rinforzo del legamento e questo è il motivo dell’intervallo fra un trattamento e l’altro.

Tutti hanno giovamento con la proloterapia?

Come per qualsiasi forma di terapia nessuno può garantire un successo al 100%, tuttavia sono stati effettuati vari studi di tipo statistico dai medici che hanno sviluppato questo metodo (dott. Hemwall, dott. Hackett e dott. Wilkinson) che hanno evidenziato comprovati risultati dal 76 all’82% di tutti i pazienti trattati.

Cosa devo eliminare durante la proloterapia?

Non bisogna assumere anti-infiammatori di alcun tipo. La proloterapia ottiene i suoi risultati grazie alla stimolazione di un processo infiammatorio localizzato.
Bloccare l’infiammazione necessaria per guarire l’organismo è controproducente.
Si consiglia di non applicare ghiaccio sulla zona trattata in quanto anche il ghiaccio riduce il processo infiammatorio. Si consiglia di non fare esercizi, sport o attività che possano ritraumatizzare la zona in fase di trattamento. Il movimento è fondamentale per velocizzare la guarigione ma non bisogna esagerare troppo nel caricare di lavoro la parte, quindi è importante utilizzare solo esercizi che non scatenino il dolore.