Come utilizzare vitamine e minerali

La maggior parte dei medici e dei ricercatori si dice scettica sull’efficacia terapeutica degli integratori nutrizionali al punto da considerarli inutili. A prescindere dal ricordare a questi signori che, tanto per fare qualche esempio, patologie come lo scompenso cardiaco (carenza di CoQ10) e l’iperomocisteinemia (squilibrio della mutilazione da carenza di acido folico) sono curabili solo grazie ai nutrienti, la convinzione dell’inefficacia dei supplementi deriva dal fatto che NON LI SANNO USARE!! Rimanendo ottusamente ancorati al concetto terapeutico farmacologico, si pretende di poter dimostrare qualsiasi cosa attraverso lo schema sintomo/anti-sintomo. Per una categoria che difficilmente si pone domande sul perché delle cose questa impostazione risulta molto facile da seguire con dispendio minimo di energie mentali. I nutrienti, invece, danno molti risultati terapeutici se utilizzati in maniera diversa rispetto ai farmaci. La differenza abissale è che tutte le sostanze nutrizionali interagiscono fra loro e quindi bisogna utilizzarle in modo sapiente.

Per lungo tempo i trattamenti nutrizionali hanno avuto come unico intento il riconoscimento e la correzione delle carenze nutrizionali. Da qualche anno è sempre più evidente che ciò che più influenza la salute è la perdita dell’equilibrio omeostatico fra i vari nutrienti. La perdita di questo bilanciamento vitale, in particolare dei minerali traccia, può facilmente arrecare carenze subcliniche. Le interazioni fra nutrienti, sono complesse. Uno squilibrio dei minerali traccia, ad esempio, può estendersi alle vitamine e persino interferire con le funzioni endocrine.

MINERALI

I minerali intracellulari presentano due tipi di interazioni: SINERGICHE ed ANTAGONISTE che possono verificarsi a due livelli: METABOLICO e DI ASSORBIMENTO.

Un antagonismo a livello di assorbimento comporta l’inibizione dell’assorbimento di quel dato minerale. A volte è sufficiente un’assunzione eccessiva di un singolo elemento per interferire a livello intestinale con l’assorbimento di un’altro elemento. Ad esempio un’assunzione elevata di calcio può rallentare l’assorbimento intestinale di zinco, mentre un eccesso di zinco può deprimere l’assorbimento di rame .

Un antagonismo a livello metabolico, invece, si verifica quando un eccesso di un elemento interferisce con le funzioni metaboliche di un altro o contribuisce alla sua escrezione. Ciò è verificabile con zinco e rame, cadmio e zinco, ferro e rame, calcio, magnesio e fosforo.

SINERGISMI MINERALI

La maggior parte delle azioni sinergiche nutrizionali, si verificano a livello metabolico. Ad esempio, il ferro e il rame sono sinergici nel momento in cui è necessario un dato quantitativo di rame per utilizzare il ferro. Il magnesio agisce in concerto con il potassio incrementandone la sua ritenzione cellulare. Il sinergismo fra calcio, magnesio e fosforo è risaputo che è dovuto alle loro richieste per mantenere integra la struttura ed il tessuto osseo. Esiste anche una terza interazione che si verifica quando una assunzione carente di un elemento può favorire un accumulo tossico di un altro minerale. In presenza di un’assunzione marginale o carente di zinco, anche piccoli quantitativi di cadmio possono accumularsi sino a livelli tossici. Una tossicità da piombo spesso deriva da un’assunzione insufficiente di calcio o ferro ed una tossicità da ferro può svilupparsi in presenza di carenza di rame. Una quarta interazione può verificarsi anche quando un’assunzione eccessiva di un elemento può giungere a provocare una carenza di un elemento sinergico. Ad esempio un’assunzione esagerata può contribuire ad una carenza di rame. Tale squilibrio può provocare una ritenzione eccessiva intracellulare di ferro. Il manganese, interferendo col magnesio può favorire un accumulo eccessivo di sodio e potassio.

ANTAGONISMI VITAMINICI

Anche le vitamine presentano interazioni sinergiche e antagoniste che molto spesso non vengono considerate. Gli antagonismi possono non essere diretti, ma come risultato di un’assunzione eccessiva, possono provocare un aumento delle richieste di altre vitamine. Ecco alcuni esempi: la vitamina A, riduce gli effetti tossici della vitamina D, mentre livelli elevati di vitamina C possono provocare una carenza di vitamina B12. Anche la vitamina B1 presenta un’azione antagonista nei confronti della B12.

SINERGISMI VITAMINICI

Le vitamine sono coinvolte in molte reazioni. Agiscono come coenzimi e quindi lavorano sinergicamente in molte reazioni enzimatiche. Possono anche avere un’azione protettiva nei confronti di carenze di altre vitamine. Le vitamine sono strettamente associate alle funzioni metaboliche dei minerali. E’ risaputo che una carenza vitaminica può interferire con l’utilizzo o l’assorbimento di un minerale così come può essere necessario somministrare una specifica vitamina per correggere una carenza di un minerale. Classico esempio è il rachitismo e la vitamina D. Vitamina C, B6 e vitamina A possono spesso essere richieste per correggere un’anemia sideropriva che non risponde alla supplementazione con ferro. Una carenza di zinco può essere dovuta ad una carenza di vitamina A non rispondente a supplementazione con la vitamina A stessa. Lo zinco è necessario per rimuovere la vitamina A dai magazzini di riserva epatici.

ANTAGONISMI VITAMINICO-MINERALI

Un’assunzione eccessiva di una singola vitamina, può portare a un disequilibrio di un minerale sia provocandone una carenza, che incrementandone la ritenzione tissutale. La vitamina C presa a dosi elevate può ad esempio contribuire ad una carenza di rame interferendo nel suo assorbimento o nel suo metabolismo. Poiché la vitamina C è antagonista del rame ed il rame è richiesto per utilizzare in modo adeguato il ferro, un’assunzione eccessiva di vitamina C potrebbe favorire una tossicità da ferro.

Dosi elevate di vitamina D, invece, possono provocare una carenza di magnesio e potassio in quanto la vitamina favorisce e migliora l’assorbimento e/o il riassorbimento di calcio. Un’assunzione eccessiva di vitamina A può contribuire ad una perdita di calcio.

INTERAZIONI ENDOCRINO-NUTRIZIONALI

Solo da poco é stato preso in considerazione l’effetto che i nutrienti hanno nei confronti delle ghiandole endocrine . Gli ormoni influenzano i nutrienti a vari livelli, come ad esempio nell’assorbimento, escrezione, trasporto e immagazzinamento.

Allo stesso modo i nutrienti influenzano gli ormoni. I minerali tissutali incidono sulla secrezione, l’attività e nei confronti dei recettori tissutali ormonali. A seconda delle loro concentrazioni (elevate o scarse) essi possono persino influenzare l’asse ipotalamo-ipofisario e surreno-tiroideo. Esattamente come per vitamine e minerali esistono interazioni sinergiche e antagoniste di tipo endocrino.

Già nel 1930 il dr. Francis Pottenger evidenziava le correlazione fra ghiandole endocrine e sistema nervoso. Grazie poi al lavoro del dr.Melvin Page le ghiandole endocrine furono classificate in base al loro controllo neurologico in due gruppi: Simpatiche e Parasimpatiche. Egli descrisse il gruppo simpatico come gruppo di ghiandole ad azione “stimolante” e quello parasimpatico come “sedativo”. Il pool di ghiandole controllate dal simpatico, comprende la tiroide, (‘ipofisi anteriore, la midollare surrenalica e le gonadi (androgeni). Il gruppo Parasimpatico è composto da pancreas, ipofisi posteriore, gonadi (estrogeni), paratiroidi e corteccia surrenale. Le osservazioni del dr.Page hanno dimostrato che in presenza di valori ematici elevati di FOSFORO la dominanza era del gruppo simpatico. In presenza di valori elevati di CALCIO rispetto al fosforo, la dominanza era invece Parasimpatica.

L’acquisizione e la conoscenza di questi dati, consente di classificare i nutrienti di qualsiasi tipo in due categorie principali: STIMOLANTI (simpatico) SEDATIVI (parasimpatico).

Considerando per quanto detto il fosforo stimolante ed il calcio sedativo, gli altri nutrienti verranno suddivisi in questi due gruppi per via delle loro interazioni sinergiche o antagoniste ai due minerali principali. Inoltre conoscendo l’influenza neuroendocrina sui nutrienti, é possibile classificare nei due suddetti gruppi qualsiasi sostanza biologica.Alimenti, acqua ed erbe saranno tipizzati in base al loro contenuto in nutrienti, i farmaci possono essere classificati in base ai loro effetti simpatomimetici o litici o parasimpaticomimetici o litici così come per i loro effetti sul metabolismo minerale, assorbimento o escrezione.

CLASSIFICAZIONE

supplementi stimolanti:

minerali

P-Na-K-Fe-Mn-Se

vitamine:

A-E-B1-B6-B10-B3

supplementi transitori:

minerali

Zn-Cu-Se vitamine:

B5-B6

supplementi sedativi:

minerali

Ca-Mg-Zn-Cu-Cr

vitamine

D- B12-Colina.

CLASSIFICAZIONE dei CIBI e dell’ACQUA

Una volta capita la correlazione neuroendocrina dei supplementi nutrizionali, specialmente per quanto riguarda i minerali, possiamo classificare qualsiasi sostanza. Gli alimenti, l’acqua, le erbe e i farmaci possono essere distinti nelle due categorie: STIMOLANTI (simpatici) e SEDATIVI (parasimpatici)

I cibi e l’acqua vengono classificati in relazione al minerale predominante contenuto o in relazione alle caratteristiche inibitrici verso l’assorbimento di un altro minerale. Cibi

Sostanze naturali contenute negli alimenti possono inibire l’assorbimento di alcuni minerali.

Ad esempio, l’acido ossalico riscontrabile in cibi come gli spinaci, le barbabietole e altri, si combina nel tratto intestinale con il calcio rendendolo inassorbibile. L’acido fitico riduce il livello di calcio e l’assorbimento dello zinco ed é presente prevalentemente nei cereali. E’ dunque consigliabile cuocere questi cibi in modo da ridurre il loro contenuto acido. In ogni caso, guardando il loro contenuto in minerali stimolanti é molto più alto rispetto a quelli sedativi. Questi alimenti vengono quindi classificati come stimolanti (simpatici).

Nell’effettuare questa analisi non dobbiamo dimenticare che il contenuto minerale dei cibi, varia a seconda del tipo di terreno su cui vengono coltivati così come in relazione ai metodi di raffinazione e al tipo di utensili utilizzati per la loro cottura (rame, alluminio, ecc.)

Cibi proteici

La proteina produce il maggior incremento possibile della velocità metabolica (simpaticomimetica) e parte di questo effetto é dovuto alla sua capacità di eliminare calcio e magnesio. Le proteine ad alta densità hanno un’attività pronunciata rispetto a quelle a bassa densità perciò il manzo produce un’azione più marcata rispetto al pesce o al pollame mentre la proteina vegetale é quella meno attiva.

Acqua

Il contenuto minerale dell’acqua dura, normalmente alcalina é molto alta nei minerali sedativi calcio e magnesio. Questo tipo di acqua deve essere considerato sedativo al contrario dell’acqua soffice che ha effetto stimolante. essa é generalmente acida é ricca in minerali stimolanti.

FARMACI

La classificazione dei farmaci può basarsi sui loro effetti simpaticomimetici-simpaticolitici, o parasimpaticomimetici-parasimpaticolitici così come per i loro effetti nei confronti del metabolismo, assorbimento ed escrezione di un minerale. I farmaci possono essere classificati in base alla loro azione simpaticomimetica, cioé che mima l’attività del sistema nervoso simpatico o parasimpatico. Alcuni dei farmaci stimolanti il simpatico, includono l’adrenalina, la fenilefrina e la methoxamina. Altri farmaci simpatolitici possono essere invece considerati sedativi, poiché bloccano l’attività del simpatico a livello centrale o perifericamente oppure bloccando la neurotrasmissione. Gli inibitori a livello centrale includono la clonidina e la metildopa. Reserpina e rauwolfia sono gli alcaloidi che prevengono la sintesi e l’immagazzinamento della norepinefrina, mentre la guanidina ne blocca il rilascio. Le sostanze che bloccano i recettori periferici alfa e beta sono la fenossibenzdmina, il propanolo, il nadololo, il metoprololo e simili. Questi farmaci sono usati comunemente nel trattamento del!’ipertensione. I farmaci parasimpatico-mimetici includono l’acetilcolina, la muscarina, la pilocarpina, la metacolina e la carbamilcolina. Altri farmaci in grado di potenziare gli effetti dell’acetilcolina sono la neostigmina, la fisiostigmina, la piridogstigmina e il cloridrato di carbamilmetilcolina. Vengono adoperati nel trattamento di disfunzioni neurologiche o neuromuscolari come la miastenia grave.

Affinché tutte le precedenti informazioni possano essere utilizzate nella pratica medica quotidiana dobbiamo essere consapevoli che esistono anche malattie che possono essere classificate in simpatiche e parasimpatiche. La lista che vedete é un elenco parziale di disturbi già classificabili in questo senso. E’ il risultato di una ricerca clinica effettuata valutando più di 100.000 profili da mineralogramma pervenuti da medici nutrizionisti distribuiti in diverse nazioni del mondo. Non dobbiamo considerarla completa o assoluta poiché alcune patologie sono particolari. Esiste la possibilità che un disturbo, come ad esempio l’ipertensione, possa essere d’impronta sia Simpatica che Parasimpatica a seconda dei fattori causali che l’hanno provocato.

Classificazione patologie

Simpaticotoniche

  • ANSIETA’
  • ARTRITE(reumatoide
  • ALLERGIE(da istamina)
  • SLA
  • IPERTENSIONE
  • IPERTIROIDISMO
  • IPERSURRENALISMO
  • HODGKINS
  • LEUCEMIA
  • INFEZIONI BATTERICHE
  • MIASTENIA GRAVE
  • SCLEROSI MULTIPLA
  • ULCERA (peptica e duodenale)
  • DIABETE(giovanile)

Parasimpaticotoniche

  • ANORESSIA
  • ARTRITE(osteo)
  • ALLERGIE(non istaminiche)
  • ASMA
  • AIDS
  • INFEZIONI FUNGINE
  • INFEZIONI VIRALI
  • IPOTENSIONE
  • IPOTIROIDISMO
  • IPOSURRENALISMO
  • LUPUS E.
  • PMS
  • ULCERA (gastrica)
  • DIABETE (senile)