Carne bovina

Il problema della sicurezza della carne riguarda soprattutto le sostanze che vengono somministrate agli animali, che possono essere presenti come residui nelle carni che acquistiamo.
Le sostanze, lecite e illecite, impiegate nell’allevamento sono le seguenti:- antibiotici, usati per curare gli animali malati ma anche a scopo preventivo. Negli allevamenti industriali gli animali vivono in spazi ristretti che favoriscono lo sviluppo e la diffusione rapida di eventuali epidemie. A tutti gli animali, quindi, vengono somministrati farmaci allo scopo di prevenire eventuali malattie. Questi antibiotici possono rimanere nella carne macellata, e la legge impone dei limiti massimi da non superare.
- anabolizzanti: questi prodotti sono vietati dalla legge europea, mentre alcuni di essi sono leciti in USA. Servono per aumentare la massa degli animali, soprattutto dei vitelli da latte e dei vitelloni, fino al 10-20% in più e accorciando i tempi di allevamento.
- cortisone: anche questa sostanza è vietata dall’unione europea. Viene somministrata insieme agli anabolizzanti. Serve a dare benessere all’animale a fine ciclo, quando è stanco e stressato: lo fa stare bene e mangiare di più.
- beta-agonisti o beta-stimolanti: si legano a specifici recettori delle cellule, modificandone il metabolismo a favore della crescita muscolare.

La situazione attualeDal 1994 è attivo in tutta Europa il cosiddetto piano residui, che obbliga tutti gli stati membri a effettuare controlli per verificare l’eventuale presenza di sostanze lecite e illecite nelle carni da macello.
La situazione fotografata dai controlli ufficiali, in Italia, fa pensare che tutto vada bene: le irregolarità individuate nel 1999, infatti, erano pari allo 0.22%.
In realtà le cose stanno diversamente.
Infatti i controlli fatti in Italia sono troppo pochi, confrontati con la quantità di carne prodotta.
Qualche esempio, riportato dalla puntata del 07/04/2002 del programma di Rai 3 Report: “in tutta Italia, si fanno soltanto 6000 campioni sui polli nonostante i 600 milioni di tonnellate di polli macellati. Ma è sulle uova che si arriva all’incredibile: sono 220 le uova consumate all’anno da ogni italiano,12 miliardi tra quelle consumate fresche e nei prodotti alimentari. Il numero di controlli in tutta Italia è: 906.”

La giusta alimentazione animale

Acidi Grassi Omega 3  Da circa 15 anni le pubblicazioni mediche trattano degli acidi grassi Omega 6 e Omega 3. Nel 1991 il Dott. Artemis P. Simopoulos in una pubblicazione della Società americana di nutrizione clinica, ha sottolineato che “le diete occidentali moderne sono carenti in acidi grassi Omega 3”.
Nello stesso rapporto, è stato dichiarato che oggi sappiamo chegli acidi grassi Omega 3 sono essenziali  per uno sviluppo normale e possono svolgere un ruolo importante  nella prevenzione  e  nel trattamento  di:

·      malattia  coronarica
·         ipertensione

·         artrite

·         cancro

·         altri disordini infiammatori ed autoimmuni

Il Dott. Simopoulos ha scritto che gli ” acidi grassi Omega 3 ed Omega 6 non sono interconvertibli nel corpo umano e sono  componenti importanti  di praticamente tutte le  membrane delle cellule.
La composizione degli acidi grassi poli-insaturi (PUFA) di tutte le membrane delle cellule dipende per la gran parte dall’assunzione dietetica.
Nel fare le raccomandazioni dietetiche bisogna dunque considerare attentamente le dosi di Omega 6 e di Omega 3 perché,  metabolicamente  e  dal punto di vista funzionale,  hanno funzioni fisiologiche opposte. Il loro equilibrio è importante per l’omeostasi e lo sviluppo normale.”
Il Dott. Simopoulos dichiara che ” gli acidi grassi Omega  6 sono rappresentati dall’ acido linoleico (LA) mentre gli Omega 3  dall’acido linolenico (LNA). Il LA è abbondante in natura ed è presente nei semi della maggior parte delle piante tranne la noce di cocco, il cacao e la palma. L’LNA d’altra parte si trovato nel cloroplasto dei vegetali a foglia verde.”

In base alle valutazioni ottenute dagli studi sulla nutrizione delle popolazioni Paleolitiche di cacciatori-raccoglitori e su quelle moderne, la dieta dei primi era molto  più scarsa  in  acidi grassi saturi  rispetto a quella odierna. Inoltre, la dieta  conteneva  quantità approssimativamente uguali di Omega 6 e di Omega 3.
Negli ultimi 100 anni  c’è stato  un cambiamento  veloce e  senza precedenti nella dieta dell’uomo. L’industria moderna degli oli vegetali si è sviluppata e basata su oli ottenuti da semi ricchi in acidi grassi Omega 6. L’agricoltura moderna ha dato risalto al grano specie per l’alimentazione del bestiame domestico e i cereali sono ricchi in Omega 6.
I prodotti dell’agricoltura moderna hanno frequentemente un livello di Omega 3 drasticamente  più basso.
Si sa che l’uomo si è evoluto grazie ad un rapporto Omega 6/ Omega 3 di 1:1 sia da fonti vegetali che della carne.
Oggi le fonti vegetali hanno un rapporto  valutato   di 10 :1. La dieta moderna composta da oli vegetali, carne, pesci e pollo ha  un rapporto  valutato a  20 o 25:1!

Nel 1986, sono stati pubblicati i  risultati di uno studio sulla Portulacca, indicante che è  la fonte  più ricca di acidi grassi Omega 3 rispetto a tutti il vegetali verdi esaminati.
“nella tenuta di Ampelistra in Grecia, la Portulacca è abbondante e cresce naturalmente; i polli ne fanno man bassa insieme a insetti ed erba verde fresca, completando la dieta con i fichi freschi e secchi, farina di orzo e piccoli importi di cereali. Studiando il contenuto di acidi grassi si è visto che  le uova hanno un contenuto  notevole di Omega 3.”
L’uovo greco ha evidenziato un rapporto Omega 6 / Omega  3   di 1.3:1 mentre “l’uovo del supermercato ” presenta  un rapporto di 19.4:1.
Nel 1998 l’università di Guelph, in Ontario, Canada ha pubblicato uno studio sugli effetti dell’alimentazione a foraggio o grano sulla composizione in acidi grassi del bestiame. Il bestiame alimentato a grano per 120 giorni ha avuto un rapporto Omega 6 :Omega 3  di 11:1. Il bestiame alimentato a foraggio ha avuto un rapporto Omega 6 :Omega 3  di 3.0:1.
Studi supplementari di altri ricercatori indicano chiaramente che  più a lungo il bestiame è alimentato a grano, maggiore sarà lo squilibrio degli acidi grassi.Valori nutrizionali per 100 grammi di parte edibileVitello magro Carboidrati: 0; proteine: 20,7; grassi: 1; acqua: 77; calorie: 92.
Bovino adulto (carne grassa) Carboidrati: 0; proteine: 16; grassi: 28; acqua: 53; calorie: 316.